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venerdì, agosto 29, 2003
IL PARTITO RIVOLUZIONARIO MONDIALE
Con il caos nel campionato di calcio e la nascita del partito riformista europeo, i nemici del proletariato, magistrati e demosinistrati, hanno partorito i loro ultimi saldi di fine estate a prezzi tutt'altro che stracciati. Mentre infatti la Cgil, ma anche Cisl e Uil ogni tanto ci ricascano, non desiste dal suo penalizzante proposito di costringere i lavoratori a lavorare per continuare a produrre ricchezza altrui, D'Alema e Prodi, versione post-moderna dei più celebri Bertoldo e Cacasenno, lanciano il Partito Riformista Europeo. Un progetto di alto profilo, così hanno definito il patetico tentativo di raccattare voti per le europee del 2004, che si propone di raccogliere il 35-40% dei voti. L'ultima volta che i due eroi della sinistra moderna si sono messi d'accordo non c'è stato nemmeno bisogno che la Casa delle Libertà facesse qualcosa per contrastarli: si sono sgambettati da soli, cascando rumorosamente sul palcoscenico elettorale. Non è dunque questa ritrovata unità d'obiettivi anti-operai che ci colpisce. Ma questi sono gli interlocutori a cui si rivolge, privilegiandoli, il comunismo da salotto del leader Fausto, trascinando nell'inganno migliaia di proletari inconsapevoli. Altro che partito riformista europeo: occorre un partito rivoluzionario mondiale, con a capo Berlusconi, unico leader rivoluzionario in grado di dire le cose come stanno davvero, pane al pane e vino al vino, kapò a Schultz e puzzi a Borghezio. Ai compagni senza colpa, che militano ancora nel partito dell'affondazione comunista, lanciamo il nostro appello a lasciare D'Alema, Prodi e Bertinotti al loro destino, alla loro inevitabile fine politica, per costruire insieme a noi del Partito Comunista delle Libertà la rivoluzione cognitiva mondiale, che libererà tutti da lavoro e previdenza
mercoledì, agosto 27, 2003
PIANO QUINQUENNALE
"Berlusconi ha annunciato che chiedera' ai Paesi membri dei G8 cinque miliardi di Euro per un piano quinquennale di aiuti alla Palestina". Ha detto "piano quinquennale" e ha detto "Palestina". Le jene del Manifesto possono tranquillamente continuare a rovesciare la realtà con l'ironia tipica dei salotti radical chic. Ma non erano loro che sottolineavano la scientificità da persuasore occulto del compagno Silvio? Il progetto rivoluzionario berlusconiano ha i suoi tempi, ma è destinato a dispiegarsi nel suo materialistico splendore. Hasta siempre!
P.S. ...è vero questo agosto ci siamo presi qualche libertà vacanziera, ma da oggi torniamo operai.
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