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martedì, settembre 30, 2003
IL GIORNO CHE BERLUSCONI PORTO' IL COMUNISMO IN AMERICA
In merito alle dichiarazioni recentemente espresse dal compagno Berlusconi negli Stati Uniti abbiamo ricevuto numerose e-mail di compagni perplessi. Si rende a questo punto necessaria una spiegazione sebbene la ritenessimo alquanto ovvia.
Negli Stati Uniti non si parlava di più di comunismo dalla fine della guerra fredda, quindi attenzione a non sottovalutare il potenziale evocativo del discorso del presidente, che tra l'altro rivendicava il fatto che i comunisti in Italia sono il 16%, sminuendo così da un lato la minaccia per non mettere in allarme gli americani e conferendo allo stesso tempo un potere ai comunisti secondo solo a Cuba. Ci sembra evidente che il compagno Berlusconi ha ben capito che negli Stati Uniti più che altrove il capitalismo è giunto al livello di matruraziione tale da consentire lo storicamente inevitabile passaggio al comunismo, evitando quindi di ricommettere l'errore compiuto dai compagni russi all'inizio del secolo, cioè quello di fare una rivoluzione comunista in un paese dove non era ancora avvenuta una vera rivoluzione borghese.
Dicendo infine che in Italia ormai i comunisti non si dicono nemmeno più tali, il presidente supera il suo stesso genio, sfottendo gli Americani confessando in maniera talmente sfacciata da non essere colta, che il vero comunista è proprio lui. Sul riferimento, poi, che il Presidente ha fatto al suo ruolo nell'aver impedito che i comunisti prendessero il potere, vorremmo ricordare che fine fece il povero Moro, che invece andò a Washington a vantarsi di voler portare i comunisti al governo, e poi accadde quello che accadde. In questo si manifesta il genio tattico-strategico di Silvio. Gli americani si ritroveranno presto un governo comunista nel cuore dell'occidente, senza nemmeno accorgersene grazie a Silvio Berlusconi.
venerdì, settembre 19, 2003
CONDONO EDILIZIO: UN ALTRO PASSO VERSO IL COMUNISMO.
Il compagno Silvio Berlusconi annuncia il condono edilizio e pronta la reazionaria reazione dei demosinistrati nemici del proletariato tenta il linciaggio. Cos'è che spaventa tanto lorsignori? La risposta è evidente nei classici. Il comunismo è il processo storico che scaturisce dalla crescita delle forze produttive allorquando esse raggiungano un grado di sviluppo tale da rompere l'involucro dei rapporti sociali borghesi. Ora, il vero comunista deve essere in grado di scorgere - sotto la superficie di mirabile intelligenza tattica costituita dall'estremo inno berlusconiano alle capitalistiche libertà economiche, comprese quelle edili - la reale spinta alle forze produttive derivante da un rilancio generalizzato dell'economia del mattone, al di là delle pastoie social-burocratiche uliviste, a loro volta travestite di un ironico embrassons nous ambientalista. Ma la legge della storia è chiara e implacabile: più si porta avanti lo sviluppo delle forze produttive, più si avvicina l'ora della rivoluzione. Naturalmente anche il vero nemico del proletariato, sedicente sinistrorso, vede il significato profondo di un provvedimento che contribuisce oggettivamente alla realizzazione dell'obiettivo rivoluzionario finale. Pertanto lo osteggia, e pieno di paura invoca lo stato repressore. Patetico come sempre, il nemico del popolo spala l'acqua con un forcone, non avvedendosi che la parola d'ordine rivoluzionaria ha già contagiato masse di lavoratori che lui stesso aveva tentato di espropriare del diritto di costruire, con le proprie mani proletarie, il tetto della propria esistenza per trovare tranquillo riposo alle membra stanche per il quotidiano impegno rivoluzionario. Mattone libero! Mattone comunista!
sabato, settembre 13, 2003
MUSSOLINI LIGHT
"Mi pongo il problema di che cosa succederà quando Berlusconi legittimerà Stalin, allora sarà un bel problema per il centrosinistra". Strano a dirsi, ma quello che sembra aver capito tutto delle affermazioni su Mussolini del compagno Berlusconi è il signor Romano Prodi. Il realtà il vero attacco di Berlusconi era diretto allo sgomitante neofascita Fini, messo nella scomada situazione di non poter smentire. Come diceva il compagno Bordiga: "Il più disgraziato e pernicioso prodotto del fascismo è l'antifascismo".
lunedì, settembre 08, 2003
ANTROPOLOGICAMENTE DIVERSI
"I giudici sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana". Lo sono perchè il solo fatto di ergersi oltre l'immanenza del sociale per giudicare la vita e i conflitti degli altri uomini rappresenta la negazione di qualsiasi prospettiva comunista. Il comunismo è infatti uno spazio di vita in cui uomini e donne convivono sullo stesso piano ontologico senza che nessuno da posizioni trascendenti possa limitare la libertà di un altro. Professioni borghesi, come quella del giudice o del poliziotto, sono intrinsecamente reazionarie e in quanto tali presuppongono una mente gravemente disturbata. La prova evidente è data dall'alto numero di crimini commessi da poliziotti ed ex-poliziotti. Le malefatte commesse dai giudici possono sembrare meno evidenti ma, come tutti i compagni sanno, non per questo sono meno pericolose.
"Se vivessi in un paese dove non ci fossero le elezioni, diventerei un rivoluzionario, se non un terrorista. E questo è perché io amo troppo la libertà, e senza libertà un uomo non è un uomo" - Silvio Berlusconi nella stessa "intervista scandalo" allo Spectator
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